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Emergenza aggressioni con armi da taglio. I dati 2024/2025

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Emergenza aggressioni con armi da taglio. I dati 2024/2025

Scienze Forensi Magazine | Il giornale delle Scienze Forensi
Pubblicato da ISF Centro di Ricerca in Criminologia · Domenica 18 Gen 2026 · Tempo di lettura 2:30
Tags: aggressionicoltellostatistichecriminalitàimmigratiirregolari
A cura di ISF Centro di Ricerca

Negli ultimi due anni, la percezione della sicurezza nelle città italiane è cambiata drasticamente. Non si tratta solo di sensazioni: i numeri confermano che il coltello è diventato la nuova "arma del crimine" per eccellenza.
In questo report analizziamo i dati del biennio 2024/2025, esplorando la crescita dei reati violenti e l'incidenza statistica tra cittadini italiani, stranieri e irregolari.

Record di aggressioni con coltello: i numeri del Viminale
​Secondo le ultime rilevazioni del Ministero dell'Interno, l'uso di armi bianche ha superato quello delle armi da fuoco. Nel 2024, il 33% degli omicidi è stato perpetrato con lame. La stima complessiva per il biennio parla di circa 30.000 episodi violenti (aggressioni, rapine e lesioni gravi) in cui è stata utilizzata un'arma da taglio, con un incremento delle lesioni dolose del 5,8%.

Statistiche criminalità: il confronto tra italiani e stranieri
​Un punto centrale del dibattito sulla sicurezza riguarda il profilo degli autori dei reati. Sebbene la maggioranza delle denunce totali riguardi cittadini italiani (circa il 58%), l'analisi del tasso di incidenza rivela una sproporzione significativa basata sulla densità demografica:
  • tasso di criminalità specifico: rapportando i reati alla popolazione residente, i cittadini stranieri presentano un tasso di coinvolgimento in aggressioni con lama superiore del 550% rispetto agli italiani;
  • frequenza statistica: in termini pratici, uno straniero ha una probabilità 6,5 volte superiore di essere coinvolto in questi specifici reati rispetto a un cittadino italiano.

​Il ruolo della marginalità: focus su irregolari e Nord Africa
​Il dato diventa ancora più polarizzato quando si analizza la comunità nordafricana (Marocco, Tunisia, Egitto, Algeria). Questi cittadini sono coinvolti in circa il 22% delle aggressioni totali con arma da taglio in Italia. Tuttavia, la variabile determinante non è la nazionalità, ma la condizione giuridica:
  • stranieri regolari: chi vive e lavora regolarmente in Italia ha tassi di criminalità quasi identici a quelli dei cittadini italiani;
  • stranieri irregolari: la stragrande maggioranza dei reati (circa l'80% della quota straniera) è commessa da chi non ha un permesso di soggiorno. Un cittadino nordafricano irregolare delinque con armi da taglio con una frequenza 30 volte superiore rispetto a un suo connazionale integrato.

Perché aumentano le aggressioni con lama?
​Gli esperti di sicurezza urbana indicano che la proliferazione delle lame è dovuta alla loro facile reperibilità e alla difficoltà di controllo da parte delle Forze dell'Ordine rispetto alle armi da fuoco. Il fenomeno è particolarmente visibile nelle "zone calde" delle metropoli (stazioni ferroviarie e periferie degradate), dove la marginalità degli irregolari sfocia spesso in violenza predatoria o scontri per il controllo del territorio.

Riproduzione riservata


Fonti ufficiali
  • Ministero dell’Interno: Report Servizio Analisi Criminale 2024/2025.
  • ​ISTAT: Annuario Statistico Italiano e Bilancio Demografico.
  • ​Il Sole 24 Ore: Indice della criminalità 2024 e 2025.
  • ​Dossier ISMU: Rapporto sulle migrazioni e l'irregolarità in Italia.
  • ​Garante dei Detenuti: Relazione annuale al Parlamento.


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