Sextortion e adescamento online: è allarme tra i minori

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Sextortion e adescamento online: è allarme tra i minori

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Se da un lato diminuiscono i casi di cyberbullismo, dall’altro il fenomeno del sextortion (il ricatto tramite filmati o foto a contenuto sessuale) continua a incrementare. È questa la fotografia scattata dall’ultimo rapporto della Polizia Postale[1], che ha messo in evidenza una situazione di luci e ombre per la sicurezza su internet, soprattutto per quanto riguarda i minori.

Cyberbullismo
Nel 2023 sono stati trattati 284 casi di cyberbullismo, in calo rispetto ai 323 del 2022. Come sottolinea il report, tale flessione potrebbe anche essere dovuta al ritorno a una vita sociale priva di restrizioni che ha generato un’influenza positiva sulla qualità delle interazioni tra i giovanissimi.

Sextortion
Situazione opposta per i casi di sextortion a danno di minori, dove si è passati dai 130 casi del 2022 ai 136 registrati nel 2023. Anche se in passato questo tipo di reato era appannaggio del mondo degli adulti, attualmente sta coinvolgendo sempre più frequentemente vittime minorenni, con effetti lesivi gravosi, quali la vergogna e la frustrazione causate dalla difficoltà nel gestire la diffusione di immagini intime magari legate anche a una precoce sessualità. La maggior parte dei casi riguarda giovani di età compresa tra i 14 e i 17 anni, prevalentemente maschi. La Polizia Postale sottolinea che dietro a questo fenomeno dilagante ci sono spesso adulti e/o organizzazioni criminali che avvicinano online gli adolescenti, li spingono in conversazioni virtuali di tipo sessuale, acquisiscono immagini e video intimi e poi richiedono somme di denaro per evitare la pubblicazione online del materiale privato. Esiste, però, anche un’ulteriore modalità per ottenere tali contenuti, ossia attraverso un’attività di hacking: vengono prelevati dal computer o da altri dispositivi o servizi di cloud storage della vittima immagini o video intimi o sessualmente espliciti, prodotti consensualmente e per fini personali. In questo caso non vi è, quindi, alcun precedente contatto con la vittima, che viene contattata in un secondo momento solo per ottenere il pagamento, solitamente in bitcoin o altra moneta virtuale.

Pedopornografia e adescamento online
Nel corso dello scorso anno si è registrato un lieve calo dei casi di adescamento online, anche se il maggior coinvolgimento riguarda i minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni. Persiste il lento incremento dei casi relativi a bambini adescati di età inferiore ai 9 anni, pari al 9% dei casi trattati dalla Polizia Postale. Fondamentale è il continuo lavoro che il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online svolge nell’ambito della prevenzione, attraverso la costante attività di monitoraggio della rete. Infatti, nel 2023 sono stati oscurati 2.739 siti web, in quanto presentavano contenuti pedopornografici. Il report evidenzia anche come social network e videogiochi online rimangono i luoghi di contatto preferenziali tra minori e adulti, sempre più spesso teatro di interazioni pericolose.

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[1] https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2024-01/report_2023_polizia_postale_e_delle_comunicazioni.pdf


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