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Scienze Forensi Magazine - Scienze Forensi Magazine | Il giornale delle Scienze Forensi

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Le odierne conoscenze in ambito neuroscientifico concorrono sempre in misura maggiore alla comprensione del comportamento umano, compresi il comportamento deviante e criminale, tanto è che, da alcuni anni, si sta affermando, soprattutto negli Stati Uniti, una nuova branca della criminologia chiamata “neurocriminologia”.
Nel presente elaborato, saranno messi in luce gli studi riguardanti le disfunzioni del sistema neuroendocrino che, potenzialmente, possono concorrere ad indurre un soggetto afflitto da patologie del predetto sistema a commettere azioni illecite o criminali.
Grazie a numerose ricerche negli ambiti biologico e fisiologico, soprattutto in relazione alle funzioni cerebrali che regolano l’organismo, oggi sappiamo che le interazioni con l’ambiente risultano determinanti per il corretto funzionamento del sistema neuroendocrino. In particolare, quando la qualità dell’ambiente e delle relazioni sociali risulta significativamente diminuita, si generano nell’organismo alterazioni che impattano sugli assi ipotalamo-ipofisi-tiroide (HPT), ipotalamo-ipofisi-surrene e somatotropo nel quale è coinvolto l’ormone della crescita (GH). Tali alterazioni non si possono inquadrare unicamente in mere disfunzioni organiche, in quanto è dimostrato che si ripercuotono anche sul comportamento che, in taluni casi, può portare il soggetto malato a sviluppare patologie di ordine psichiatrico.
Pertanto, la ricerca bibliografica di cui al presente elaborato cercherà di delineare, sulla base di alcuni autorevoli studi, la relazione tra squilibri ghiandolari e ormonali e comportamento criminale.
Negli ultimi anni si è assistito al crescere del fenomeno dello stalking che ha spinto diversi studiosi, di diversi campi del sapere umano, ad indagare quali sono le cause eziologiche poste alla base del reato in esame al fine di contrastarlo attraverso la creazione di alcune misure preventive.
Lo scopo di questa ricerca è stata quella di indagare le principali cause della nascita e formazione dello stalking attraverso lo studio di alcune ricerche scientifiche che, benché ancora di minoranza, hanno focalizzato l’attenzione sotto il profilo neurobiologico dello stalker e della vittima.
Di sicuro c’è ancora molto da analizzare e studiare, ma attraverso l’analisi di questi studi si è cercato di trarre alcuni spunti di riflessione al fine di prospettare dei modelli futuri di modifica della disciplina dello stalking.
Una coppia apparentemente ordinaria, una follia che supera qualsiasi immaginazione. Aspetti sociali, psichiatrici e neuroscientifici della strage di Erba, uno dei delitti più sconvolgenti della storia d'Italia. [Leggi]. Autori della pubblicazione: dr. Massimo Blanco, dr.ssa Micol Trombetta
Ricerca svolta da due studentesse dell'ISF College di Milano che ha permesso il miglioramento della procedura nei protocolli standard utilizzati dal Nucleo Investigazioni Scientifiche della Polizia Locale di Milano. Autori della pubblicazione: Jessica Cavallo, Valeria Maerna
Nel corso del tempo alcuni studiosi hanno orientato le ricerche in ordine alla comprensione neurobiologica della memoria emotiva e dei meccanismi neurali che ne regolano il funzionamento. Gli studi hanno rilevato che la memoria... Autore della pubblicazione: Domenico Piccininno
Il bambino è il padre dell’adulto. Così, in queste parole, si può esprimere il succo della Teoria dell’Attaccamento, introdotta da John Bowlby nei lontani anni cinquanta e riconosciuta, con grande apprezzamento, fino a tempi odierni.
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Criminologi e Criminalisti
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